Quando nasce un bambino l’attenzione dei genitori si concentra su tutto ciò che può favorire una crescita sana come alimentazione, sonno, visite pediatriche, vaccini.
Tra le raccomandazioni del pediatra ce n’è una che spesso viene percepita come una semplice formalità: la somministrazione quotidiana della vitamina D.
Eppure non si tratta affatto di un dettaglio secondario.
La vitamina D è uno dei pilastri della crescita nei primi anni di vita, non serve solo per le ossa, contribuisce allo sviluppo del sistema immunitario, alla funzione muscolare e al corretto equilibrio di numerosi processi biologici fondamentali.
Nonostante questo, la carenza di vitamina D nei bambini è ancora oggi molto diffusa, anche nei Paesi sviluppati e persino nelle regioni soleggiate.
Il motivo è strettamente legato allo stile di vita moderno che è cambiato, i bambini stanno meno all’aperto e la naturale produzione di questa vitamina non sempre è sufficiente.
Molto più di una vitamina per le ossa
Quando si parla di vitamina D, il primo collegamento è quasi sempre con la salute dello scheletro. Questo è corretto ma riduttivo, infatti, la vitamina D funziona quasi come un regolatore biologico.
Il suo compito principale è aiutare l’organismo ad assorbire calcio e fosforo, due minerali indispensabili per la formazione delle ossa e dei denti. Nei bambini piccoli questo processo è particolarmente intenso, perché la crescita è rapidissima, soprattutto nel primo anno di vita.
Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato il suo coinvolgimento anche per:
- supportare il sistema immunitario
- contribuire allo sviluppo della muscolatura
- partecipare alla regolazione delle infiammazioni
- supportare alcuni processi neurologici
- favorire una crescita armonica
Questo significa che livelli adeguati di vitamina D non servono solo a prevenire patologie evidenti, contribuiscono a costruire basi solide per la salute futura del bambino.
Perché quasi tutti i neonati hanno bisogno di integrazione di vitamina D se il latte materno è l’alimento perfetto?
Il latte materno è davvero l’alimento ideale, ma contiene naturalmente poca vitamina D come conseguenza del fatto che in passato i neonati venivano esposti molto più frequentemente alla luce solare.
Oggi però la situazione è completamente diversa.
I neonati vengono giustamente protetti dal sole diretto, le creme solari sono (correttamente) utilizzate, e la vita quotidiana si svolge molto più spesso in ambienti chiusi. Di conseguenza, la produzione naturale di vitamina D attraverso la pelle risulta insufficiente.
Quanta vitamina D serve davvero?
Le indicazioni pediatriche sono piuttosto chiare.
Nel primo anno di vita la quantità generalmente raccomandata è di 400 Unità Internazionali al giorno. Dopo l’anno di età il fabbisogno può salire a circa 600 UI, anche se spesso si continua con il dosaggio precedente, soprattutto se il bambino segue una dieta varia.
La durata dell’integrazione varia da bambino a bambino, ma spesso viene consigliata almeno fino ai 2 anni, e in alcuni casi anche più a lungo.
Le fonti di vitamina D
La vitamina D può essere ottenuta da tre fonti principali:
- Il sole: la fonte più importante è la produzione cutanea attraverso l’esposizione ai raggi UVB. In condizioni ideali, basterebbero circa 15–30 minuti al giorno con viso e mani esposti. Tuttavia, nei neonati l’esposizione diretta al sole non è raccomandata nei primi mesi di vita. Questo crea un paradosso: il sole è la principale fonte naturale, ma proprio la fascia di età che ne ha più bisogno non può utilizzarlo liberamente, ecco perché l’integrazione diventa fondamentale.
- L’alimentazione: Gli alimenti naturalmente ricchi di vitamina D sono relativamente pochi (pesce grasso come salmone e sgombro, tuorlo d’uovo, fegato, latte fortificato, cereali arricchiti). Il problema è che nei primi anni i bambini ne consumano quantità molto limitate. Inoltre molti piccoli rifiutano il pesce, rendendo difficile raggiungere livelli adeguati solo con la dieta.
- Gli integratori di vitamina D rappresentano la soluzione più semplice, sicura e controllabile. Solitamente in gocce, facili da somministrare, ben tollerate e permettono di garantire un apporto costante indipendentemente da stagione, dieta o esposizione solare.
È sempre fondamentale consultare il pediatra prima di somministrare qualsiasi integratore o farmaco ai neonati e ai bambini piccoli.
